Cloud storage: pubblico vs privato

2 Maggio 2014
cloud storage

Nonostante l’enorme diffusione delle soluzioni di cloud storage pubblico (i Dropbox o Google Drive che tutti abbiamo, per uso personale) sempre più aziende preferiscono adottare soluzioni di tipo “privato”.

Questo è il dato principale emerso da un’indagine indipendente commissionata da Ctera Network, volta a indagare il livello di diffusione e utilizzo delle tecnologie di cloud storage nelle aziende e le misure da queste adottate per garantirne e migliorarne il livello di sicurezza. La ricerca è stata svolta su un campione di 200 professionisti IT e i risultati raccolti sono stati esposti nell’Enterprise Cloud Storage Report 2014 di Ctera.

L’indagine evidenzia come le aziende siano interessate a sfruttare i benefici offerti dalla tecnologia di cloud storage, ma non a costo di perdere il controllo sui propri dati aziendali. La paura di violazioni e sottrazione di dati rappresenta infatti una questione piuttosto critica:

  • il 71% degli intervistati si è dichiarato “preoccupato” o “molto preoccupato” per questa possibilità;
  • il 55% delle aziende con oltre 30 mila dipendenti ha deciso di proibire l’utilizzo di soluzioni di file sharing basate su SaaS;
  • il 31% degli intervistati ha registrato sottrazioni di dati aziendali nel 2013 a causa della condivisione di file da parte dei dipendenti, attraverso strumenti di File Sync & Share (FCC) non sempre autorizzati.

Per questo motivo, le aziende sono sì interessate ad adottare soluzioni di cloud storage moderne, sulle quali possano però mantenere un controllo: il 63% delle aziende che hanno adottato o stanno valutando l’adozione di una soluzione di file sharing preferisce una soluzione cloud storage privata, che sia fisicamente ospitata all’interno del proprio data center o appoggiata a una “infrastruttura virtuale privata”. Più nel dettaglio, un quarto delle aziende ha già implementato soluzioni di FCC su un cloud privato e un quinto ha implementato gateway per cloud storage. Tra le aziende che sono, invece, ancora in fase di analisi, il 38% sta considerando l’adozione di servizi di FCC su cloud privato, mentre il 38% sta valutando i gateway per cloud storage.

Questa indagine, con i suoi risultati, avvalora e conferma le analisi che hanno portato allo sviluppo di CloudWeavers, una soluzione di cloud storage privata completamente made in Italy (nonostante la localizzazione inglese dell’omonima società), che per di più libera l’utente da ogni dipendenza verso l’infrastruttura hardware in uso.

CloudWeavers, infatti, è una piattaforma di virtualizzazione autoinstallante che consente di creare in appena 60 secondi un’infrastruttura cloud privata.

In questo modo, CloudWeavers si propone come il giusto compromesso tra esigenze di condivisione, libertà di scelta delle infrastrutture hardware e software, sicurezza e controllo dei dati aziendali interni.

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